
“Donald Trump ha annunciato il rinvio di circa un mese della sua visita in Cina a causa della guerra in Iran. Il rinvio, di per sé, non dovrebbe modificare la posizione cinese, orientata a mantenere relazioni relativamente stabili con gli Stati Uniti ed evitare un’ulteriore escalation di dazi, sanzioni e restrizioni commerciali. Tuttavia, esso segnala con chiarezza un nodo più profondo: la difficoltà strutturale di Washington nel conciliare il teatro mediorientale con la priorità strategica asiatica.”
Enrico Fardella, direttore presso il ChinaMed Project, è l'autore di un articolo di Formiche nel quale analizza il dilemma strategico degli Stati Uniti tra la gestione della crisi in Medio Oriente e il mantenimento del pivot verso l’Indo-Pacifico.
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